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mercoledì 28 gennaio 2015
mercoledì 14 gennaio 2015
Conciliazione tempi famiglia-lavoro: scambio di buone prassi in Provincia
Vi segnaliamo la seguente pagina dal sito della Provincia di Pordenone
http://www.provincia.pordenone.it/?q=node/828
Nel triennio 2011-2013 sono state 1.625 le dimissioni di neomadri in Friuli Venezia Giulia. Il profilo di queste lavoratrici è: età tra i 26 e i 35 anni, nel 52,9 per cento dei casi sono neomadri del secondo figlio, italiane nell'83,4 per cento e per il 48,4 per cento hanno anzianità di servizio compresa tra 4 e 10 anni.
Nel 54,1 per cento dei casi lasciano il
lavoro per difficoltà di conciliazione dei tempi familiari, lavorativi e dei
servizi. Numeri allarmanti, che rendono bene l’idea di quanto, in materia di
promozione della conciliazione lavoro-famiglia, anche nella nostra Regione, ci
sia ancora da lavorare. A renderli noti, la Consigliera di parità della
Provincia di Pordenone, Chiara Cristini, a margine del seminario-laboratorio
“Ripartire dalle pari opportunità”, promosso dalla Consigliera di parità
insieme al Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, per il benessere
di chi lavora e contro la discriminazione dell’Amministrazione provinciale,
rappresentato dalla presidente Elisa Marzinotto.
L’incontro, nato con l’obiettivo di
presentare alcune delle azioni positive realizzate nel territorio pordenonese
in tema di pari opportunità, fra cui, ha ricordato Cristini, la sigla di un accordo di collaborazione territoriale per la
promozione della conciliazione famiglia-lavoro nel mercato del lavoro della
provincia di Pordenone, sottoscritto lo scorso mese di luglio, su
proposta della stessa Consigliera provinciale di parità, da Provincia,
Confindustria, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, Confcommercio, Cgil,
Cisl, Uil, Camera di Commercio, è stato l’occasione per riunire attorno allo
stesso tavolo «quei soggetti, organismi di parità e pari opportunità, enti
locali ed enti pubblici, agenzie formative, imprese che, da diverse esperienze
e prospettive, sono impegnati a trasformare le problematiche connesse al genere
in opportunità di innovazione e sviluppo socioeconomico per il territorio» ha
spiegato Cristini.
IL PRESIDENTE PEDROTTI - Numeri, quelli rivelati da Cristini, contenuti pure nel Rapporto 2014 de "Il Mercato del Lavoro in Friuli Venezia Giulia", stilato dal servizio regionale Osservatorio Mercato del Lavoro illustrato nei giorni scorsi, nel Palazzo della Regione, ad Udine, meritevoli di una riflessione anche da parte del Presidente della Provincia, Claudio Pedrotti: «Colpisce come, nel contesto del mercato del lavoro, relativamente all’occupazione femminile, i problemi siano sempre gli stessi, ovvero quello della conciliazione tempi di vita-lavoro che si accompagna al divario salariale fra lavoratori uomini e lavoratrici donne che, purtroppo, non solo resiste ma si è persino con la crisi, nonostante gli sforzi spesi da tutti sul tema della parità di genere». «La crisi ha colpito duro le lavoratrici, costrette non solo in molti casi a restare a casa per accudire i figli e i genitori anziani – ha proseguito Pedrotti – ma a fare pure i conti con un gap di genere che si è fortemente rafforzato, in maniera più “maligna” di quanto noi stessi percepiamo. Mi auguro che, l’incontro di oggi, rappresenti la base di partenza su cui costruire un percorso di buone prassi condivise, che possa essere seguito da ulteriori occasioni di confronto».
ANNAMARIA POGGIOLI – Parole, quelle del presidente della Provincia, raccolte anche dalla Presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Annamaria Poggioli: «Sul tema delle pari opportunità c’è ancora tanto da lavorare» ha osservato Poggioli, illustrando, in sintesi, i progetti che la Commissione regionale ha attivato e sta portando avanti in materia di pari opportunità, auspicando un dialogo sempre più puntuale fra istituzioni, parti sociali e mondo del lavoro: “il 71,3 per cento del lavoro familiare delle coppie è ancora a carico delle donne, giornalmente la donna lavoro in media un’ora in più dell’uomo, se ha un figlio un’ora e un quarto di più. Vi è la necessità di creare una rete di servizi sui cui tutti dobbiamo convergere visto che, una donna su due, lascia il lavoro per la famiglia nonostante la necessità sempre più urgente che in ogni casa, visti i tempi, arrivino due stipendi». Dati che, non lasciano spazio all’immaginazione
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IL PRESIDENTE PEDROTTI - Numeri, quelli rivelati da Cristini, contenuti pure nel Rapporto 2014 de "Il Mercato del Lavoro in Friuli Venezia Giulia", stilato dal servizio regionale Osservatorio Mercato del Lavoro illustrato nei giorni scorsi, nel Palazzo della Regione, ad Udine, meritevoli di una riflessione anche da parte del Presidente della Provincia, Claudio Pedrotti: «Colpisce come, nel contesto del mercato del lavoro, relativamente all’occupazione femminile, i problemi siano sempre gli stessi, ovvero quello della conciliazione tempi di vita-lavoro che si accompagna al divario salariale fra lavoratori uomini e lavoratrici donne che, purtroppo, non solo resiste ma si è persino con la crisi, nonostante gli sforzi spesi da tutti sul tema della parità di genere». «La crisi ha colpito duro le lavoratrici, costrette non solo in molti casi a restare a casa per accudire i figli e i genitori anziani – ha proseguito Pedrotti – ma a fare pure i conti con un gap di genere che si è fortemente rafforzato, in maniera più “maligna” di quanto noi stessi percepiamo. Mi auguro che, l’incontro di oggi, rappresenti la base di partenza su cui costruire un percorso di buone prassi condivise, che possa essere seguito da ulteriori occasioni di confronto».
ANNAMARIA POGGIOLI – Parole, quelle del presidente della Provincia, raccolte anche dalla Presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Annamaria Poggioli: «Sul tema delle pari opportunità c’è ancora tanto da lavorare» ha osservato Poggioli, illustrando, in sintesi, i progetti che la Commissione regionale ha attivato e sta portando avanti in materia di pari opportunità, auspicando un dialogo sempre più puntuale fra istituzioni, parti sociali e mondo del lavoro: “il 71,3 per cento del lavoro familiare delle coppie è ancora a carico delle donne, giornalmente la donna lavoro in media un’ora in più dell’uomo, se ha un figlio un’ora e un quarto di più. Vi è la necessità di creare una rete di servizi sui cui tutti dobbiamo convergere visto che, una donna su due, lascia il lavoro per la famiglia nonostante la necessità sempre più urgente che in ogni casa, visti i tempi, arrivino due stipendi». Dati che, non lasciano spazio all’immaginazione
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mercoledì 11 dicembre 2013
Seminario formativo: Le novità del decreto lavoro
Vi segnaliamo il ciclo di seminari formativi e di aggiornamento di Mercoledì 18 dicembre 2013 a Trieste, promossi dalla Consigliera Nazionale di
Parità, in collaborazione con la Regione, che riprende, analizzandole, le novità normative dell’ultimo periodo in materia di diritto e mercato del lavoro.
mercoledì 31 luglio 2013
Esercizi commerciali
Vi segnaliamo la seguente pagina tratta dal sito della Regione
Esercizi commerciali
Come gli esercizi commerciali possono aderire alle convenzioni finalizzate a fare sconti sull’acquisto di beni per i possessori di Carta famiglia.
La Regione ha emanato un Avviso pubblicoper l’adesione da parte degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio presenti sul territorio della regione Friuli Venezia Giulia alle “convenzioni non onerose” finalizzate all’a ttivazione del beneficio destinato ai titolari della “Carta Famiglia” e consistente nell’a pplicazione di sconti sull’acquisto di beni alimentari e non alimentari. L'Avviso è pubblicato sul BUR n. 7 del 13 febbraio 2013.
Tutti gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, aventi qualsiasi forma giuridica, con sede legale in Friuli Venezia Giulia o che sul territorio regionale abbiano una sede operativa o un’unità di vendita dei prodotti rientranti nelle tipologie di cui all’allegato A specificato nell'Avviso.
Beni alimentari: prodotti alimentari e bevande analcoliche
Beni non alimentari: - prodotti per la pulizia della casa
- prodotti per l’igiene personale, esclusi prodotti di bellezza
- articoli di cartoleria e di cancelleria
- libri non scolastici e scolastici e altri sussidi didattici
- medicinali, prodotti farmaceutici e sanitari, esclusi prodotti di bellezza
- strumenti e apparecchi sanitari
- abbigliamento e calzature
- prodotti per l’igiene personale, esclusi prodotti di bellezza
- articoli di cartoleria e di cancelleria
- libri non scolastici e scolastici e altri sussidi didattici
- medicinali, prodotti farmaceutici e sanitari, esclusi prodotti di bellezza
- strumenti e apparecchi sanitari
- abbigliamento e calzature
A questi beni verrà applicato uno sconto non inferiore al 5% sul prezzo di vendita.
Per compilare e inoltrare il modulo di adesione, gli esercizi commerciali interessati devono accedere a login FVG utilizzando le credenziali in proprio possesso (consigliato utilizzare la modalità BASE) oppure effettuando una nuova registrazione.
attenzione: specificare sempre il settore merceologico cui appartiene l'esercizio commerciale.
Il periodo di raccolta delle adesioni va dal 20 febbraio 2013 al 31 dicembre 2013.
Tutti gli esercizi commerciali che aderiranno all’iniziativa verranno inseriti in un elenco della durata annuale, che verrà aggiornato mensilmente e pubblicato sul sito web della Regione e saranno tenuti a rendere pubblica l’adesione mediante esposizione nel punto vendita del relativo materiale pubblicitario.
Ogni utilizzo dei dati dei titolari di Carta famiglia da parte degli esercizi commerciali aderenti all'iniziativa sarà soggetto alla normativa sulla privacy e dovrà essere autorizzato dai titolari stessi previa sottoscrizione di apposita informativa.
mercoledì 12 giugno 2013
Pre parto per accertata gravità o complicanza della gestazione
Vi segnaliamo la seguente notizia tratta dal sito della Regione FVG
Pre parto per accertata gravità o complicanza della gestazione
Contributo a fondo perduto per consentire alle professioniste ed ai professionisti di conciliare le esigenze della professione con quelle della maternità e paternità.
Indice dei contenuti
A chi si rivolge
Requisiti
Tipologia di interventi che si possono attivare per la conciliazione
Per quanto tempo e quando possono essere attivati gli interventi di conciliazione
Ammontare del contributo
A chi si rivolge
- Professionisti ordinistici regolarmente iscritti a ordini o collegi professionali che esercitino l’attività professionale in forma individuale.
- Professionisti non ordinistici che esercitino l'attività professionale in forma individuale e che siano aderenti ad associazioni, inserite nel registro regionale previsto dall'art. 4 della LR 13/2004.
Registro regionale previsto dall'art.4 della LR 13/2004
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Requisiti
- Residenza nel Friuli Venezia Giulia.
- Età non superiore ai 45 anni alla data della presentazione della domanda di intervento contributivo.
- Situazione economica del nucleo familiare del richiedente il contributo non sia superiore al valore ISEE di 35.000,00 euro.
- Svolgimento di un'attività esclusivamente professionale in forma individuale, associata o societaria con studio o sede operativa stabile in Friuli Venezia Giulia.
Gli interessati non devono essere:
- lavoratori dipendenti, neppure a tempo determinato o part-time;
- collaboratori di impresa familiare;
- artigiani;
- commercianti;
- coltivatori diretti;
- titolari di impresa;
- amministratori di società di persone, escluse quelle tra professionisti;
- amministratori di società di capitali.
Tipologia di interventi che si possono attivare per la conciliazione
1. Sostituzione del professionista
Il professionista, instaurando un rapporto di lavoro di natura autonoma, incarica un soggetto in possesso dei necessari requisiti professionali di svolgere, per un periodo di 6 mesi, anche frazionabili, la totalità delle proprie attività lavorative.
2. Collaborazione con il professionista
Il professionista, instaurando un rapporto di lavoro di natura autonoma o dipendente, incarica un soggetto in possesso dei necessari requisiti professionali di svolgere, per un periodo di 6 mesi, anche frazionabili, una parte delle proprie attività lavorative
caratteristiche dell'incarico di sostituzione
caratteristiche dell'incarico di collaborazione
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Per quanto tempo e quando possono essere attivati gli interventi di conciliazione
L'intervento di sostituzione ovvero di collaborazione può essere attivato per accertata gravità o complicanza della gestazione, per il periodo decorrente dalla data del rilascio da parte della struttura pubblica competente del certificato di obbligo di astensione per gravità o complicanza ed entro due mesi antecedenti la data presunta del parto
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Ammontare del contributo
Il contributo è pari al 50% del compenso del professionista sostituto o del collaboratore, comprensivo delle imposte e degli oneri previdenziali e assistenziali e non può superare il limite massimo di 1.000 euro mensili.
È elevato al 60% del compenso del professionista sostituto o del collaboratore, comprensivo delle imposte e degli oneri previdenziali e assistenziali e non può superare il limite massimo di 1.300 euro mensili nei seguenti casi:
famiglia monogenitoriale;
nucleo familiare in cui sono presenti almeno quattro figli minori conviventi;
nucleo familiare in cui sono presenti minori con handicap grave;
Nel caso in cui la richiesta di contributo sia riferita alla nascita di un figlio con handicap grave il contributo è elevato al 60% del compenso del professionista sostituto o del collaboratore, comprensivo delle imposte e degli oneri previdenziali e assistenziali e non può superare il limite massimo di 1.000 euro mensili.
È elevato al 70% del compenso del professionista sostituto o del collaboratore, comprensivo delle imposte e degli oneri previdenziali e assistenziali e non può superare il limite massimo di 1.300 euro mensili nei seguenti casi:
famiglia monogenitoriale;
nucleo familiare in cui sono presenti almeno quattro figli minori conviventi;
nucleo familiare in cui sono presenti minori con handicap grave;
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Caratteristiche dell'incarico di sostituzione
La sostituzione può avere una durata massima di 6 mesi, anche frazionabili e non deve:
- integrare gli estremi di un rapporto di lavoro subordinato
- coinvolgere soggetti legati da rapporti societari, di coniugio, di parentela o affinità fino al secondo grado
- riguardare attività riferite a committenti legati con il professionista sostituito da rapporti societari, di coniugio, di parentela o affinità fino al secondo grado.
Deve essere supportata da un' intesa consensuale tra il libero professionista proponente, il libero professionista sostituto e il Consiglio dell'ordine o collegio di pertinenza o l'organismo competente dell'associazione inserita nel registro regionale delle associazioni dei prestatori di attività professionali non ordinistiche previsto dall'articolo 4 della Legge regionale 13/2004.
L'intesa consensuale deve prevedere:
- le modalità e i criteri di scelta del professionista sostituto ovvero del professionista collaboratore;
- l'indicazione dei parametri adottati per la determinazione del compenso del professionista sostituto;
- l'individuazione del costo dell'incarico e la sua durata.
fac simile intesa contestuale per la sostituzione
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Caratteristiche dell'incarico di collaborazione
La sostituzione può avere una durata massima di 6 mesi, anche frazionabili e non deve:
- coinvolgere soggetti legati da rapporti societari, di coniugio, di parentela o affinità fino al secondo grado
- riguardare attività riferite a committenti legati con il professionista sostituito da rapporti societari, di coniugio, di parentela o affinità fino al secondo grado.
Deve essere supportata da un' intesa consensuale tra il libero professionista proponente, il libero professionista sostituto e il Consiglio dell'ordine o collegio di pertinenza o l'organismo competente dell'associazione inserita nel registro regionale delle associazioni dei prestatori di attività professionali non ordinistiche previsto dall'articolo 4 della Legge regionale 13/2004.
L'intesa consensuale deve prevedere:
- le modalità e i criteri di scelta del professionista sostituto ovvero del professionista collaboratore;
- l'indicazione dei parametri adottati per la determinazione del compenso del professionista sostituto;
- l'individuazione del costo dell'incarico e la sua durata.
fac simile intesa contestuale per la collaborazione
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